Turismo

Turismo in Bulgaria: la sfida della sostenibilità passa dalle aree rurali

L'industria del turismo in Bulgaria, come in tutti i Balcani, è in crescita, ma serve una prospettiva sostenibile ed eco-compatibile. Il futuro è nel patrimonio ambientale e rurale di cui il Paese dispone?

Il turismo nell’intera area dei Balcani è un settore in espansione, con una crescita che va dal +2,8% della Romania fino all’8,3% del Montenegro, dove il reddito generato dall’industria turistica cresce due volte più velocemente rispetto al Pil.

L’impatto provocato dal turismo di massa sulle economie locali e sull’ambiente risulta pertanto sempre maggiore, nonché complesso da gestire. E proprio la sostenibilità è diventata una tematica prioritaria sia per gli operatori del settore che per i viaggiatori.

 

Turismo in Bulgaria: la città di Kovachevitza

Turismo in Bulgaria: la città di Kovachevitza

In Bulgaria la conferenza internazionale sul turismo sostenibile

Per analizzare e gestire al meglio questo fenomeno, la Bulgaria ha organizzato quest’anno la prima edizione della Conferenza internazionale “Investing in Tourism Sustainability, che ha riunito ministri del turismo dei Paesi dell’Europa sud-orientale, delegati del settore ricettivo, tour operator, consulenti per la sostenibilità ambientale e opinion leader.
Un secondo appuntamento è già a calendario a maggio 2020.

L’impatto ambientale del turismo nei Balcani è stato il filo conduttore dei lavori, che hanno riguardato anche ambiti come la formazione, le risorse umane e gli investimenti globali nel settore.
«Il turismo può essere il motore principale della futura crescita economica dell’intera regione, favorendo lo sviluppo delle comunità locali», si legge tra le dichiarazioni della Conferenza.

In particolare è stata sottolineata la sempre più dominante figura del “viaggiatore consapevole”: un turista attento alle emissioni e ai rifiuti causati dai viaggi, ai fenomeni di sovra-turismo, che vuole vivere come (o almeno in armonia con) i locali.

Nelle conclusioni, il ministro del turismo bulgaro Nikolina Angelkova ha sottolineato l’importanza del lavorare insieme, a livello di area sud-est europea, nel costruire modelli sostenibili di crescita turistica, che mantengano benefici per le varie comunità nazionali e locali. «Il turismo è un settore che promuove la comprensione, promuove la pace, crea familiarità tra le persone: tutte cose di cui abbiamo bisogno. La sostenibilità, in questo processo, è fondamentale».

Turismo in Bulgaria: abitazione tradizionale a Kovachevitsa, nel sud (foto di Petko Yotov)

Turismo in Bulgaria: abitazione tradizionale a Kovachevitsa, nel sud (foto di Petko Yotov)

Il turismo in Bulgaria, la Rosa dei Balcani

La nazione ospitante della Conferenza, la Bulgaria, è tra i Paesi in cui è prevista una delle più forti espansioni dell’industria turistica dell’intera regione balcanica negli anni a venire. Lo scorso anno ha attirato oltre 9,2 milioni di turisti, con entrate pari a quasi 7 miliardi di euro, il 12% del Pil. Dal 2015 ha visto un aumento del 31% delle visite dall’estero e una crescita del 34% delle entrate provenienti dal turismo internazionale.

Un bulgaro su dieci, oggi, lavora in ambito turistico e la scelta di Plovdiv come Capitale europea della Cultura 2019 (insieme a Matera) ha sicuramente contribuito a rafforzare il settore.

Ma le risorse, a oggi, risultano ancora distribuite in modo poco omogeneo nel Paese, favorendo alcune grandi città -a partire dalla capitale Sofia- e l’area costiera orientale, sul Mar Nero.

Secondo gli analisti presenti al meeting, però, uno dei punti di forza per lo sviluppo sostenibile del territorio bulgaro può essere il turismo rurale, a vantaggio di aree in cui oggi questo tipo di industria non genera alcun reddito.

«Incoraggiare i viaggiatori che si recano in queste località può significare un aumento dell’economia nelle zone rurali -è stato sottolineato nel corso di Investing in Tourism Sustainability- Le infrastrutture turistiche hanno il ruolo lo sviluppo del territorio, contribuendo a costruire relazioni tra viaggiatori e locali».

 

Turismo in Bulgaria: vista di Plovdiv, Capitale europea della Cultura 2019 (foto di Klearchos Kapoutsis)

Turismo in Bulgaria: vista di Plovdiv, Capitale europea della Cultura 2019 (foto di Klearchos Kapoutsis)

La Bulgaria, una terra ideale per il turismo rurale

Perché scegliere la Bulgaria, così come altre aree nei Balcani, per praticare turismo rurale?
I Paesi trainanti in questo settore in Europa -come Francia, Italia e Spagna- sono paradossalmente molto meno “autentici” rispetto agli scenari che si possono trovare al di là dell’ex Cortina di Ferro.

I villaggi della provincia bulgara rappresentano infatti alcuni tra i luoghi europei in cui sono meno presenti gli elementi legati alla vita moderna.
Qui, in campagna, la quotidianità non è cambiata in modo sostanziale nel corso dell’ultimo secolo, ad eccezione di qualche piccolo comfort di base (acqua potabile, corrente elettrica, tv e telefono sono praticamente ovunque) e una minima meccanizzazione nell’agricoltura.

Il cibo, ad esempio, è quasi sempre a chilometri zero e prodotto con metodi naturali, senza bisogno di “bollini” o certificazioni: dallo yogurt al miele, dalle uova al latte, oltre a un’ampia varietà di verdure e frutta.

Le persone coltivano spesso ancora i propri alimenti, facendo scarso ricorso (anche per ragioni economiche) ai prodotti industriali, e producono vino per uso domestico. Non è raro imbattersi, nella vita di tutti i giorni, in cucine o forni a legna.

Anche alcuni dei vestiti sono fatti in casa: la lana di pecora è ancora oggi alla base di molti capi di abbigliamento, tra cui giacche e maglioni.
Il traffico è ridotto, soprattutto nelle aree più rurali, e l’aria è sicuramente più pulita della media delle città europee.

Il tempo libero è trascorso in attività sociali collettive, nella natura circostante i villaggi o viene impegnato in piccole attività artigianali tradizionali. Lo stress è sicuramente a livelli minimi.

In Bulgaria, complessivamente, sono 231 i Comuni classificati come “rurali” su un totale di 264 municipalità presenti nel Paese.

 

Turismo in Bulgaria: mercato rurale (foto di Francesco Rasero)

Turismo in Bulgaria: mercato rurale (foto di Francesco Rasero)

Quali prospettive di sviluppo per l’eco turismo in Bulgaria?

In Bulgaria, i principali poli di turismo rurale sono oggi concentrati nelle montagne dei Balcani centrali e nel centro-sud, nell’area dei Monti Rodopi: qui si assiste a un aumento di agriturismi, pensioni o piccoli e medi alberghi a conduzione familiare in campagna.

La formula base combina, in genere, alloggio e passeggiate, anche se sempre più diffusa è l’offerta di pasti tipici, eco-itinerari, ma anche crociere, gite, terme e sport.

Spesso viene data ai turisti la possibilità di impegnarsi in prima persona in alcune attività agricole, familiarizzare con tecniche di coltivazione locali così come partecipare a feste e celebrazioni.

Non mancano le esperienze a contatto con l’artigianato tradizionale locale -dalla tessitura alla ceramica all’intaglio del legno- e i cosiddetti “tour gourmet”, dedicati alla cucina bulgara e alle varietà locali di vino.

«Per il futuro, occorre puntare sempre di più sul cosiddetto “principio di complementarità”, ossia la possibilità di combinare elementi ambientali e patrimonio culturale nelle zone rurali, dando vita a un prodotto turistico complesso -spiega Marina Nikolova, professore associato all’Accademia di Economia “Tsenov” di Svishtov, autrice di uno studio dedicato al processo di diversificazione delle attività turistiche nelle regioni rurali bulgare- Il turismo in Bulgaria rappresenta un fondamentale elemento di diversificazione per la microeconomia rurale, stimolando anche la nascita di imprese artigianali o per la trasformazione dei prodotti agricoli.

Conclude la docente: «Lo sviluppo di prodotti agro-turistici può quindi garantire il miglioramento delle condizioni economiche e sociali nelle zone rurali, un aumento delle competenze e delle conoscenze e la prevenzione dello spopolamento delle zone rurali svantaggiate».

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