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Hotel a rifiuti zero e contro lo spreco di cibo nei Balcani occidentali

Il turismo sostenibile inizia a fare breccia anche nei Balcani, grazie ad alcune esperienze di hotel a rifiuti zero e contro lo spreco di cibo che stanno prendendo piede in Slovenia, Croazia e Serbia.

Il turismo sostenibile inizia a fare breccia anche nei Balcani, grazie ad alcune esperienze di hotel a rifiuti zero e contro lo spreco di cibo che stanno prendendo piede in Slovenia, Croazia e Serbia.

L’hotel Ribno a Bled, in Slovenia, primo hotel a rifiuti zero dei Balcani occidentali

Il Ribno di Bled, primo hotel a rifiuti zero della Slovenia

La prima struttura ricettiva a ottenere ufficialmente il titolo di Zero Waste Hotel, in Slovenia e nell’intera area balcanica sud-occidentale, è stato l’hotel Ribno, un tre stelle (con annesso glamping, ovvero un camping glamour) nella cittadina di Bled, sull’omonimo e incantevole lago.

Qui le misure messe in atto per prevenire o separare correttamente i rifiuti hanno permesso di raggiungere il 92% di raccolta differenziata interna, producendo il 30% di rifiuti in meno e risparmiando circa un terzo di acqua ed energia.

Cibo offerto senza imballaggi, contenitori per separare i rifiuti in camera e nei corridoi e l’abolizione delle confezioni mono-dose (ad esempio shampoo e sapone nelle stanze oppure zucchero, miele e marmellate al ristorante) sono alcuni degli aspetti presi in considerazione dalla strategia zero waste dell’albergo sloveno, affiancati dalla cooperazione con fornitori locali.

Ma anche i clienti sono chiamati a mettersi in gioco, con l’invito ad asciugare l’asciugamano dopo la doccia, per riusarlo nuovamente, o a prendere soltanto i cibi che si mangeranno veramente.

«L’obiettivo principale è conservare le risorse attraverso una produzione e un consumo responsabili, nonché con il riutilizzo e il recupero di prodotti e materiali, senza incenerimento né scarichi nel terreno, nell’acqua o nell’aria, che potrebbero mettere in pericolo gli ecosistemi, la salute degli animali, delle persone e l’intero pianeta -spiegano all’hotel Ribno- Le nostre azioni a rifiuti zero contribuiscono da un lato a un migliore rapporto con la comunità locale (nella località turistica slovena di Bled si stima che circa il 70% dei rifiuti prodotti sia prodotto direttamente dai turisti o dalle strutture ricettive che li accolgono, ndr), mentre dall’altro aumentano la soddisfazione dei nostri ospiti e dei nostri dipendenti».

Il progetto per rendere il Ribno un hotel a rifiuti zero -frutto di due anni di intenso lavoro da parte del management e dei dipendenti- è stato realizzato in collaborazione con l’associazione ambientalista slovena Ekologi Brez Meja (Ecologia senza confini), che aderisce alla rete Zero Waste Europe, in collaborazione con il marchio italiano Hotel Rifiuti Zero.

Lo storico Esplanade di Zagabria, in Croazia, che ha avviato un progetto per diventare un hotel a rifiuti zero

Hotel contro lo spreco di cibo a Zagabria, in Croazia

Anche in altre Repubbliche dell’ex Jugoslavia sono in fase di sviluppo progetti di hotel a rifiuti zero, incentrati innanzitutto sul contrasto allo spreco di cibo.

Nella capitale croata, a Zagabria, lo storico hotel Esplanade ha avviato un progetto per ridurre gli sprechi alimentari, lavorando sugli approvvigionamenti (anche in questo caso, scegliendo innanzitutto fornitori locali) e sulla propria organizzazione interna delle cucine e dei servizi di ristorazione offerti ai clienti.

Il percorso ha visto sessioni di formazione del personale, ma anche messaggi informativi ed educativi rivolti agli ospiti.

«Da anni stiamo portando avanti una strategia di riduzione degli sprechi in tutto il reparto food and beverage, e progettiamo con cura i nostri menu, ma ci sono sempre situazioni in cui è possibile ridurre ulteriormente gli sprechi alimentari -dichiarano dal management dell’albergo di Zagabria- Molti dei nostri ospiti, soprattutto stranieri, sono consapevoli dei problemi ambientali e accolgono con favore la nostra iniziativa, ma non tutti la pensano così: per questo serve un’azione di sensibilizzazione. Non si tratta di risparmiare, ma di ridurre insieme l’impatto ambientale».

I principali sprechi di cibo ancora edibile registrati all’Esplanade derivano dal buffet della colazione e dai pasti offerti in occasione di grandi eventi. Gli avventori, infatti, prendono spesso molto più cibo di quello che consumano, sprecando ogni giorno decine di chilogrammi di cibo.

«Incoraggiamo pertanto gli ospiti a mangiare il cibo in porzioni più piccole, servendosi anche diverse volte, in modo da consumare ciò che viene preso. Inoltre organizziamo la preparazione dei cibi tenendo conto delle previsioni di consumo in base al numero di ospiti, al loro profilo e, ad esempio, alla loro nazionalità».

L’hotel Esplanade di Zagabria, inoltre, è stato il primo in Croazia a introdurre punti di ricarica per le batterie di veicoli elettrici; lavora da anni alla digitalizzazione del materiale promozionale, offrendo agli ospiti anche la possibilità di scegliere gratuitamente tra circa 7.000 giornali e riviste in formato digitale; incoraggia un atteggiamento responsabile per l’utilizzo più attento delle lenzuola e degli asciugamani e invita gli ospiti e il personale a consumare l’acqua del rubinetto, in modo da ridurre i rifiuti di plastica.

Tavola a rifiuti zero all’hotel Esplanade di Zagabria

La sfida parte dalla lotta allo spreco di cibo

«Lo spreco di cibo è oggi una delle grandi sfide per tutti noi: ogni anno, in Croazia, buttiamo via circa 400 mila tonnellate di cibo, contribuendo ai circa 90 milioni di tonnellate totali registrati a livello europeo -spiegano dal Wwf Adria, che ha supportato il progetto di hotel a rifiuti zero all’Esplanade- E non è solo questione della quantità di rifiuti generati, ma occorre tenere conto anche di acqua ed energia che sono servite per produrre gli alimenti che vengono sprecati, nonché del consumo di suolo: le analisi mostrano infatti che fino al 70% della biodiversità va perduta a causa della deforestazione per la conversione in terreni agricoli».

Iniziative analoghe verso rifiuti zero sono quindi in corso di realizzazione anche in un’altra struttura croata, l’hotel Jezero ai Laghi di Plitvice, così come a Belgrado, la capitale della Serbia, grazie all’impegno assunto dal Courtyard Marriott Belgrade City Center.

«Il personale è stato convinto sia dei benefici ambientali che di quelli economici di questi cambiamenti -concludono da Wwf Adria- Nell’arco di soli tre mesi, gli hotel sono riusciti a ridurre i loro sprechi alimentari dal 10% al 20% e continueranno ad affrontare il problema del food waste come parte delle loro strategie “zero rifiuti”».

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